Una straordinaria opera d’arte

Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.

Twitter_Moma_GlassesQuesta era la definizione che dava il film Amici Miei di cosa fosse il “genio” e mai ci fu frase più azzeccata per raccontare quello che ha fatto uno studente annoiato al museo Moma di Los Angeles. Ha posato in una delle sale i suoi occhiali e ha aspettato, dopo pochissimo una valanga di persone che si sono soffermate a guardare la sua opera d’arte. L’hanno contemplata, commentata, alcuni l’hanno anche fotografata con grande attenzione, ma nessuno si è reso conto che fosse una presa in giro.

Questo avvenimento è la rappresentazione di un pensiero che mi attanaglia da molti anni, specialmente nel periodo in cui frequentavo la scuola d’arte e mi sono dovuta sbobinare tutte le sue nuove forme e dimensioni. L’arte concettuale, gli happening e tutta quella serie di scemenze che l’uomo si è inventato per affermare di essere ancora capace di produrre qualcosa di buono. Capisco che l’espressione di sé non abbia limiti e che nessuno farà mai più scalpore studiando la prospettiva e i chiaro scuri, ma così è davvero troppo. Quando studiavo Fontana, quello che taglia le tele, tanto per intenderci, tutta la classe rimase un po’ perplessa sul valore artistico delle sue opere e la mia professoressa concluse rapidamente “Voi ci avreste mai pensato? Beh… lui fu il primo e quindi fece scalpore”. Basta davvero così poco per definirsi, ma soprattutto, essere definito un artista? E tutto il processo artistico? E la realizzazione? L’evoluzione creativa? Tutte parole che sembrano non avere più molto peso nel mondo dell’arte moderna.

Sono d’accordo che tutto possa essere arte, ma mettiamocelo un po’ d’impegno o più che arte moderna, a me sembra la negazione dell’arte e la necessità di diventare famosi con il minimo dell’impegno. Basta che il critico giusto ti definisca un artista perché tutto il mondo ti riconosca come tale?

Quella che odio di più è Marina Abramovic! (Per chi fosse interessato, clicchi qui per avere un assaggio della sua arte) Capisco che possa emozionare, ma ci stiamo dimenticando di Rembrandt, Picasso, Leonardo Da Vinci e, perché no, Andy Warhol.  Dietro un dipinto o una scultura c’era la bellezza, un messaggio d’amore o di protesta politica e sociale, c’era un’idea e la sua concretizzazione. Dietro quelle opere c’erano dei maestri e non persone che si divertivano a definire arte il nulla cosmico.

Io ho troppo rispetto per questo mondo per abbassarmi al concetto di arte alla qualunque. Da sempre uno dei miei più grandi sogni è farne parte, ma non sarò mai disposta ad abbassarmi a tanto. Non pretendo di mettere una forchetta in equilibrio su una bottiglia e definirla arte, se dietro c’è un messaggio inventato, tanto per far rimanere le persone a bocca aperta e la mente vuota. Da qualche parte ci deve essere un limite, oppure dicendo che tutto è arte, alla fine, nulla lo sarà più.

Sei appena stato nella Virgozone e spero ti sia piaciuto.

 

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